
signore
ciò che è stato resta
il
Fotografia come testimonianza

Identità
La fotografia non serve a spiegare
serve a custodire
Essere presenti senza intervenire,
guardare senza dirigere,
riconoscere ciò che conta mentre accade.
Non si tratta di costruire immagini,
ma di testimoniare ciò che è stato,
con rispetto, attenzione e misura.
Perché ciò che resta non è ciò che si forza,
ma ciò che viene visto nel momento giusto.
Nel giorno in cui tutto accade, esiste un equilibrio fragile fatto di gesti, attese, silenzi.
Un equilibrio che non chiede di essere guidato, ma osservato.

Uno sguardo allenato a riconoscere ciò che conta,
a leggere le relazioni, a percepire ciò che sta per accadere senza anticiparlo.
Non cerca l’effetto,
non costruisce scene,
non chiede di ripetere.
Osserva in silenzio,
lascia spazio,
interviene solo quando è necessario.
Perché fotografare non significa prendere qualcosa,
ma accorgersi che sta succedendo.

ESPERIENZA
L’esperienza inizia prima del matrimonio
e continua oltre il giorno dell’evento.
Il lavoro è seguito direttamente,
con attenzione costante e rispetto per i tempi delle persone.
Non si tratta di organizzare immagini,
ma di esserci nel modo giusto
quando le cose accadono.
È una scelta di fiducia,
basata sulla discrezione e sulla continuità dello sguardo.









